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Scenario21 – il Piccolo futuro – Dimensione Convivenza

ETIMOLOGIA

Il distanziamento sociale ha ridefinito il senso globale della convivenza affettiva, organizzativa e sociale.

Il condizionamento dello stare insieme in casa – nel numero di persone e nelle modalità di interazione – i turni a lavoro – alternati tra homeworking e workstation – e il divieto di assembramento – e dei relativi contatti fisici e di prossimità fra non congiunti – hanno cambiato i connotati del nostro modo di vivere nella stessa casa, nella stessa azienda o nella stessa società.

Convivenza deriva dal latino convivĕre, infinito presente di convivo, composto da con-, derivato di cum, con, insieme e vivo-, derivato di vivo, vivere.

Il mio cuore è il primo nome dello straniero: nella Tentazione del muro M. Recalcati si interroga sulla possibilità di generare un nuovo lessico civile, in grado di contribuire a rinsaldare il patto di convivenza tra le persone. Lo straniero è l’altro, in altre parole chi è fuori di noi. 

Difenderci DALL’incontro oppure prepararci ALL’incontro? In pratica, nel futuro, quale sarà il nuovo patto di convivenza familiare, lavorativa e civile? 

La ricerca sui Trends 2021 intende provare a rispondere a questa domanda, integrando:

  • una visione predittiva del patto futuro di CONVIVENZA 
  • la predisposizione personale necessaria per sostenere il nuovo patto, il talento INCLUSIVO.

Convivere con un talento inclusivo all’interno dello Scenario 21 per noi significa

  • identificare gli impatti che un atteggiamento stigmatizzante verso gli altri può avere nelle relazioni, fin dai processi di socializzazione primaria e secondaria;
  • ricostruire una matrice il più possibile oggettiva – integrando aspetti sociologici, antropologici, filosofici e psicologici – dei pregiudizi che impediscono relazioni autentiche e integrative;
  • sviluppare un approccio inclusivo nelle relazioni di convivenza, ad ogni livello affettivo, organizzativo e sociale, promuovendo l’integrazione generazionale, di genere, economico-socio-culturale e di abilità.

Andare oltre lo stigma, spezzare i pregiudizi, includere le diversità: una piccola via per dare vita a una nuova fiducia nel futuro. In Future We Trust!

TEORIA

Il concetto di stigma è centrale all’interno della dimensione Convivenza. 

H. Goffman lo definisce come l’incongruenza asimmetrica tra ciò che l’altro sembra e ciò l’altro che è, che si giustifica su di un pregiudizio: io mi aspetto che l’altro sia così. Anche a prescindere dai dati di realtà, il meccanismo del pregiudizio ci consente di attribuire all’altro un’identità sociale, o relazionale, che è la misura stessa della nostra relazione con l’altro.

Lo stigma è in altre parole il fondamento del pregiudizio, un giudizio emesso prima di un’osservazione attenta o di una riflessione. In filosofia è il pensiero di Aristotele che distingue il concetto di diversità da quello di differenza. La diversità è l’alterità tra tutte le cose che sono in genere diverse. La differenza è la l’alterità fra cose dello stesso genere. In altre parole, è l’interpretazione soggettiva che diamo alla diversità che genera il senso di differenza. Dal punto di vista antropologico, lo studio dei meccanismi stigmatizzanti, anche messi in evidenza con marchi sociali visibili, ha aiutato la comprensione di molti sistemi di convivenza. In una visione sociologica, le evoluzioni del concetto di stigma sono i riferimenti normale/deviato e in target/fuori target. In psicologia, lo studio dei pregiudizi assume un connotato introspettivo, quando il disagio deriva da un auto-stigma, una definizione negativa di noi stessi. 

Come spezzare uno stigma? Approfondire analiticamente l’altro, per poter incrinare la classificazione precedente e introdurre continuamente nuove categorie, in grado di apprezzare l’unicità della persona. In altre parole, è la consapevolezza del pregiudizio, che tende a farlo sparire.

Le Experience formative nell’area Convivenza intendono comprendere:

  • le origini dei pregiudizi reciproci che connotano gli attuali sistemi di convivenza e i relativi comportamenti dello stare insieme, anche in termini di linguaggio/lessico;
  • meccanismi che conducono alla creazione di una identità sociale integrativa, che misura il nostro modo di stare in relazione e di interagire con gli altri;
  • processi di inclusione che promuovono una cifra positiva di convivenza, che sia consapevole delle diversità, per integrarle anziché negarle.

PRATICA

Nello Scenario 21 – il Piccolo Futuro, 3 sono i Trend che intercettano le tendenze del nuovo modo di convivere: Generation WE, sul ruolo dei giovani nel futuro e sulla loro possibilità di emergere; Identità Aumentata, sul superamento dei vecchi significati stigmatizzanti che attribuiamo ad alcune differenze, come quella di genere; Il Grido della Foresta, sulla misura di una nuova forma di convivenza nell’ambiente e con l’ambiente.

E 3 sono le Trend Experience che intendono sviluppare il talento INCLUSIVO, in grado di sostenere il futuro patto di convivenza:

Ogni Training Experience ha un tema specifico, ma persegue obiettivi trasversali:

  • sviluppare consapevolezza sulla matrice sociologica, antropologica, filosofica e psicologica dei pregiudizi, che contribuiscono alla creazione di identità sociali stigmatizzanti;
  • valutare l’impatto di tali meccanismi sul nostro stare in relazione con gli altri e quindi sul patto di convivenza affettiva, organizzativa e sociale;
  • arricchire il proprio sistema di conoscenze di nuovi significati per sviluppare la propria predisposizione inclusiva e un conseguente approccio integrativo alle relazioni.

Nei prossimi TREND POST esploreremo le Training Experience in termini di obiettivi specifici, argomenti e risultati di apprendimento, per comprendere, valorizzare e sviluppare il talento INCLUSIVO che è in ognuno di noi.

 

Bibliografia short

  • Stigma. L’identità negata, di Erving Goffman
  • La convivenza nelle organizzazioni. Delega, benessere, valutazione, di Francesco Avallone
  • La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile, di Massimo Recalcati
  • Dizionario di Psicologia, di Umberto Galimberti