Competenze del Professionista 3.0 – #6 i-Leadership

SAI fare distance people management?

I-LEADERSHIP. Leadership digitale per utilizzare le tecnologie digitali, rendendole strumenti innovativi a sostegno del People Management

 

Niente, non ho speranze: Google Maps, Waze, ecc ecc… confermano tutti che tra casa mia e il mio nuovo ufficio, ci sono la bellezza di 154 km.

Ma vi rendete conto?

154 km sono 154 km.

Più vicini a 150 che a 160. Ma sempre più di 150. Insomma, sono tanti. Se non facessi un uso smodato della tecnologia sarei più che fritta: tutti i giorni in gabbia lungo la Flaminia, nel tratto prossimo a Terni (che non auguro a nessuno nei giorni di pioggia, all’imbrunire…), oppure sul GRA, zona Pontina (che non auguro a nessuno. Punto.).

Proprio oggi, in un colloquio con uno dei miei, mi sono tolta un dente e l’ho chiesto:

Senti, ma, la mia assenza fisica dall’ufficio… è un problema?

Mentre abbassavo lo sguardo, pronta a cospargermi il capo di cenere e giustificazioni, ecco la risposta:

Bhè, no, insomma, la tua assenza è anche un po’ presenza.

Il mio sguardo si è fatto un po’ ficcante e – allo stesso tempo – un po’ da stoccafisso ed ho pronunciato un goffissimo:

IN CHE SENSO? 

La risposta è stata chiara, piacevole (a dir la verità), e alquanto disarmante:

Noi sentiamo che ci sei, anche se non ci sei. Sappiamo che sei connessa con noi. 

CHE SOLLIEVO…

Leadership Digitale è anche questo: curare la relazione con la propria squadra nonostante la distanza, attraverso le occasioni che – vuoi o non vuoi – il digitale ti offre.

A fine giornata, in genere, ho le orecchie e gli occhi in fiamme:

100 riunioni via Skype, 1.000 telefonate, 1.000 email di riepilogo, 10.000 WhatsApp, 100.000 sms. Senza contare il tempo speso nella ricerca dell’ultima APP o dell’ultimo sistema per fare distance conference efficaci.

Per comunicare. Per argomentare. Per raccontare. Per proporre. In altre parole, per esserci… anche se non ci sei. 

Certamente, non è l’ideale. Stare seduti accanto alle persone fa calore e fa bene. Poter condividere uno spazio, anche. Avere dei riti da ufficio, anche. Ma non si può avere tutto. Come dice la mia mitica Lucianina (Littizzetto): piuttosto che niente… piuttosto (per la sua splendida pronuncia in piemontese stretto di questo meraviglioso detto popolare, cercate fra i suoi monologhi di Stasera CasaMika…).

Essere Capo a distanza, è possibile.

Certo non viene da sé, non è completamente intuitivo, ma è possibile costruire il proprio stile di I-Leadership. E molte aziende che si stanno affacciando al mondo dello Smart Working o dell’Home Working (poi ognuno lo chiama come vuole…), stanno lanciando una nuova sfida ai loro Manager.

E non si tratta di passare dal paradigma del controllo con il fiato sul collo… a quello della fiducia con le mail di auto-report e auto-certificazione su quanto fattola questione è molto più complessa.

Essere iLeader comporta una fatica mostruooooosa.

Non solo per includere le proprie persone. Ma anche per farsi includere da loro (ma questa è un’altra storia)…