Tango: la danza del coaching

Tango: la danza del coaching

Ho da poco condiviso e condotto un evento, nell’ambito della settimana del coaching, International Coaching Week, con il patrocinio di ICF (International Coach Federation) Italia e la Community dei Coach Professionisti,
 sulla giornata mondiale dedicata alla Scienza del Coaching Professionale.

Il tema dell’evento che ha riscontrato grande interesse e curiosità, è stato quello di presentare e dimostrare le corrispondenze tra il tango e le competenze chiave del coach professionista, secondo il protocollo di ICF. Ed è per questo che lo abbiamo intitolato: “TANGO: LA DANZA DEL COACHING
 – La metafora del tango per avanzare nel coaching”.

L’idea del tema mi è arrivata come un’intuizione conseguente al mio interesse per il tango e al mio seguire una scuola di tango condotta dal maestro Alì Namazi. Ho condotto l’incontro, oltre che con lui, con la collega e appassionata di tango Irene Morrione.

Il Tango come il coaching è una danza a due. Un incontro e una creazione condivisa. E’ il riflesso delle proprie attese e l’esperienza dei propri passi con l’altro. Per alcuni è passione, per altri una ricerca. E’ qualcosa che trova la propria essenza nel creare lo spazio per esprimere se stessi e la propria creatività attraverso una comunicazione condivisa…

Queste premesse ci permettono di capire quanto il tango possa essere una metafora del coaching, là dove nella danza tra coach e coachee (cliente) avviene un incontro, uno scambio, un’esplorazione, un impegno reciproco per tutto il cammino condiviso per raggiungere gli obiettivi individuati.

E’ stata un’esperienza di tango che ha dato la possibilità, a noi e ai partecipanti, di riflettere e trovare le ‘forme e passi’ per muoversi nel coaching. Ogni partecipante ha avuto modo di esplorare le competenze basilari del coaching facendo esperienza dei primi passi di tango, in particolare abbiamo lavorato su:

  1. la qualità del contatto
  2. la co-creazione della relazione: presenza e fiducia
  3. l’ascolto
  4. la consapevolezza di sè, dell’altro e del contesto
  5. la co-responsabilità: lo scambio leader e follower
  6. la creatività duale

Permettetemi di dare una piccola descrizione di ognuna di queste  esperienze, così come sono state presentate nell’evento:

  1. Nella qualità del contatto abbiamo le basi dell’incontro e della fiducia, nel coaching. E’ la capacità di riconoscere e rispondere all’altro e il saper stabilire quell’accordo tonico che comunica sintonia nella relazione attraverso i gesti, la voce, gli atteggiamenti e la giusta distanza. Ciò è stato sperimentato tramite l’avvicinarsi e l’abbraccio di tango, con la postura corretta.
  2. Co-creazione della relazione nel coaching significa trovare il giusto grado di confidenza e incontro, trasmettendo sicurezza, fiducia, attenzione. Questo nel tango si manifesta con la condivisione dei primi passi, l’accordo nell’avanzare nello spazio senza forzare né essere distanti, facendo in modo che l’altro si senta sicuro nella relazione e nello stesso tempo libero di esplorare.
  3. Ascolto è la capacità di sentire l’altro, nelle sue esigenze ma anche nei suoi non detti. E’ comprenderne le incertezze e gli slanci, le attese e le scelte. Nel tango è seguire i movimenti e lo stile dell’altro, assicurare il suo spazio espressivo, sentire la scioltezza del movimento.
  4. Consapevolezza di sé, dell’altro e del contesto è aiutarsi negli apprendimenti e nel migliorare la conoscenza di sé e delle proprie possibilità, è capire dove e quando si ripetono modalità inefficaci. Nel tango è riconoscere, in alcuni passi e giri, che cosa sta funzionando e che cosa no e come si sta gestendo lo spazio a disposizione.
  5. La co-responsabilità nel coaching implica che coach e cliente (coachee) rispondano pariteticamente nella riuscita del percorso e nel raggiungere l’obiettivo, e rappresenta anche la gestione dei progressi. Non c’è un leader e un follower, ma ognuno di volta in volta, nell’ambito del proprio ruolo, può essere l’uno o l’altro attraverso le domande, le risposte e le decisioni prese. Nel tango ciò è dato dalla condivisione dei passi e nella scelta di certe figure o movenze (come ganci, ruote…).
  6. La creatività è la capacità di trovare alternative e progettare azioni nuove. E’ la sfida alle abitudini e ad alcune certezze. Il tango traduce ciò in nuovi passi o nuovi giri o prese.

 

Ogni sogno comincia dal primo passo… Ti va di ballare?

(Antonio Banderas nel film Take the Lead).


Mauro Pillan

Sono facilitatore per l’Empowerment personale ed organizzativo e Coach certificato ICF (International Coach Federation). Queste scelte professionali sono il frutto dei miei interessi e della mia passione per la comprensione e lo sviluppo dei potenziali delle persone. Mi sono laureato in Scienze Politiche, e ho poi preso un Master in Psicologia del lavoro e in PNL. Da alcuni anni mi dedico alla formazione e al coaching, con l’obiettivo e l'impegno di aiutare e sostenere individui, gruppi e organizzazioni nella loro crescita, sia personale che professionale; nello sviluppo del potenziale e del benessere. Tra le mie collaborazioni ci sono aziende come: BNL-Paribas, Indesit, Mercedes, Sigma-Tau, Regione Lazio, Novartis, British-Telecom, Telecom Italia, Fastweb, Armani, e ho altresì attivato diversi incontri e seminari dedicati ai privati. Nel mio viaggio "verso l’uomo" sono stato docente in Psicologia e organizzazione delle R.U. all’università dell’Aquila, ho contribuito al libro: ‘Strumenti per le organizzazioni’, Franco Angeli 2012, e pubblicato il libro di self-coaching: ‘Parti da te: la road map per il tuo successo’, Franco Angeli, 2015. La mia citazione preferita, non per caso, è: ‘I viaggi sono i viaggiatori’,  di Fernando Pessoa.

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