So-stare con gli altri … le emozioni come alleate

So-stare con gli altri … le emozioni come alleate

INTELLIGENZA EMOTIVA A SOSTEGNO DI RELAZIONI EFFICACI

Siamo realmente esseri sociali?
Ascoltando le persone parlare delle proprie esperienze mi rendo conto che in realtà la sfida più attraente e al tempo stesso più complessa che dobbiamo affrontare quotidianamente è proprio quella di riuscire a creare e mantenere una “sintonia interpersonale” con chi “ci capita” di incontrare nei vari contesti di vita (amici, conoscenti, compagni, figli, ecc…) e in particolare in quelli professionali (capi, colleghi, clienti, ecc…).

Dal risultato di questa sfida dipende il nostro livello di benessere o di stress… di apertura o di chiusura verso certe esperienze… di sviluppo o di “noia” professionale.

Lavorare per allenare la propria abilità sociale diventa pertanto una priorità assoluta per riuscire a creare valore nella propria esistenza, attraverso il supporto di una rete sociale significativa e durevole.

L’intelligenza emotiva rappresenta in questo senso una capacità chiave, che consente di gestire i nostri rapporti in modo consapevole, permettendoci di generare fiducia e sintonia e assicurandoci una comunicazione chiara e un’efficace soluzione dei conflitti.

Due le dimensioni sulle quali lavorare, collegate al binomio IO-ALTRO:

  1. IO – Consapevolezza di sé

Il primo passo è quello di diventare consapevoli delle proprie emozioni. Ascoltarsi «intenzionalmente» per riconoscere e mappare le emozioni che proviamo nelle diverse situazioni consente di individuarne il «perché» e il «come»…

  • rabbia, solitamente generata dalla frustrazione – può manifestarsi attraverso l’aggressività;
  • paura, emozione dominata dall’istinto come reazione ad una situazione pericolosa – può manifestarsi attraverso comportamenti di attacco/fuga;
  • tristezza, collegata al senso di perdita o ad uno scopo non raggiunto – può manifestarsi attraverso un abbassamento del tono umorale;
  • gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri – può manifestarsi attraverso un innalzamento del tono umorale;
  • sorpresa, si origina da un evento inaspettato – può manifestarsi attraverso paura o gioia;
  • disprezzo e disgusto, sentimenti di rifiuto verso persone o cose – può manifestarsi attraverso distacco.
  1. ALTRO – Empatia

Allenarsi nel leggere le proprie emozioni consente di riconoscerle più facilmente nell’altro e quindi di comprendere i suoi bisogni per trovare la strategia relazionale più efficace. Parlare di empatia significa dunque riferirsi ad un modo di “essere” nella relazione, rispetto al quale è comunque essenziale trovare modalità efficaci di espressione in grado di far percepire la nostra comprensione all’altro.

Una curiosità: ormai è assodato che nel nostro cervello è presente un particolare tipo di neuroni, denominato “neuroni specchio”, in grado di attivare le medesime aree celebrali coinvolte in azioni svolte da altri. Questo dimostra come la capacità dell’essere umano di entrare in contatto e comprendere le emozioni, le sensazioni e le azioni delle persone con le quali si relaziona derivi da un meccanismo fondamentale del funzionamento del sistema nervoso, che se pur non esaurisce il significato profondo dell’empatia ne spiega le origini e ne fa comprendere l’importanza a livello adattivo.


Alessandra Matere

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