DISTINTI, MAI DISTANTI – Batti 5! con Simona Atzori

DISTINTI, MAI DISTANTI – Batti 5! con Simona Atzori

La disabilità è un fatto evidente, oggettivo, innegabile. Ci sono persone però che come Simona, sono riuscite ad andare oltre il proprio deficit fisico, dimostrando che la vera abilità è la nostra capacità di reagire agli eventi, il coraggio di affrontarli con forza e perseveranza, superando tutto e tutti.

 

Incontro con Simona Atzori: ballerina, artista e pittrice, come ama definirsi.

Cosa la contraddistingue? La determinazione e la passione verso quello che fa e l’amore nei confronti della vita, nonostante le sue braccia “siano rimaste in cielo”, come afferma il suo caro amico Candido Cannavò.

Simona racconta la sua storia e la sua esperienza di vita, e così aiuta a comprendere come affrontare gli eventi con coraggio, superando le difficoltà.

La sua chiave?

Includere nel suo mondo le persone abili e a farsi includere da esse, con semplicità e in modo unico.

Un palco, le luci soffuse e una farfalla che libra nell’aria: è ciò che ho davanti agli occhi nel mio primo incontro con Simona. In quell’istante capisco perché la descrivano come “la farfalla senza ali” e penso: Simona insegna che possiamo essere quel che vogliamo, oltre i luoghi comuni, le etichette, i se e i ma, oltre quello che non abbiamo

Per una persona disabile, il deficit e la limitazione di capacità fisiche o psicologiche sono fatti evidenti, oggettivi, innegabili.

Le difficoltà sociali, economiche, personali da affrontare sono molte, ma si può davvero affermare a priori, che un disabile è limitato nel fare cose, che invece una persona abile può fare?

L’esperienza di Simona e di altre persone disabili che come lei sono riuscite ad andare oltre questo pregiudizio, dimostra che non è sempre così. Durante l’incontro a tu per tu con Alessandra Della Pelle, Simona racconta che da quando era una bambina, grazie all’aiuto dei genitori, ha allenato costantemente i suoi arti e imparato a usare i suoi piedi come se fossero mani.

Ha iniziato a coltivare le sue passioni senza pensare minimamente che il suo deficit potesse essere un limite per vivere una vita felice. Ora balla e dipinge divinamente e fa tante altre cose, come cucinare le lasagne o mangiare gli spaghetti con piedi e forchetta con una nonchalance (vi assicuro!), impressionante.

Simona dice:

Nella vita bisogna guardare quello che c’è, non lamentarsi per ciò che non abbiamo. Qualcosa, tanto, manca a tutti, anche a chi ha braccia e gambe in regola: l’esteriorità si nota prima, ma se il vuoto è interiore, il dolore è più straziante, più limitante di due arti rimasti in cielo…

Guardare le cose alla rovescia è fondamentale, per aumentare la nostra capacità di resilienza. Simona avrebbe vissuto la disabilità come un limite reale, se fosse stata convinta di non poter fare quello che oggi fa, nonostante la mancanza delle braccia.

Anche noi siamo disabili.

Per esempio, quando siamo incapaci di vedere la vita con occhi diversi.

La diversità risiede, allora, nella nostra capacità di reagire agli eventi, nel coraggio di affrontarli con forza e perseveranza, superando tutto e tutti.

Simona insegna, che la vera sfida è riuscire a cambiare prospettiva sulla vita, e anche sulla disabilità: non è il mondo degli abili a dover includere quello dei disabili. Al contrario, gli abili dovrebbero cercare di entrare nell’universo delle persone disabili, nelle loro difficoltà, ma anche nelle loro sfumature di colore.

Questo atteggiamento permetterebbe di guardare a un mondo non diviso in categorie o etichette, ma popolato da persone con diverse abilità e mancanze, oltre ogni deficit oggettivamente riconosciuto. E proprio come è successo alla nostra Alessandra Della Pelle, verrebbe spontaneo dire “Batti 5!” ad una farfalla apparentemente senza ali.


Eva Schettini

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