Questioni di “karma” 

Questioni di “karma” 

Prontuario per le situazioni di emergenza (emotiva)

Ebbene sì! Ci sono giornate nelle quali il detto “se qualcosa può andare storto lo farà” si concretizza nelle forme più inaspettate.

Ad esempio? Stai partendo per una trasferta di quattro giorni… E casualmente, mezz’ora prima di salire sul treno, ti rendi conto che il tuo prezioso portafogli con dentro documenti, carte e denaro… semplicemente è sparito!

Allarme rosso! Proviamo a capire cosa succede e come uscirne.

Fase 1 – l’incredulità

Può variare dai pochi, pochissimi secondi a qualche minuto.

È quel momento in cui continui a ripeterti nella testa: “non può essere vero“…

Fondamentalmente è quel momento nel quale l’esame di realtà si scontra con un senso interno di irrealtà e la prima reazione è la negazione.

Fase 2 – il panico

A questo punto, ti sei arreso all’evidenza e d’improvviso si fanno strada un mix di emozioni: paura – disperazione – rabbia…

Tutte superano il livello di guardia e il risultato è un annebbiamento totale delle tue facoltà mentali. Cresce la sensazione di “disperazione” perché l’unica cosa che ti viene in mente è “sono perso“!

Fase 3 – la ruminazione mentale

Ad un certo punto provi a recuperare la lucidità.

La cosa che ti sembra in quel momento più logica è dare un senso, per non arrenderti al fatalismo. Cominci quindi a ripercorrere mentalmente quello che è successo alla ricerca di “segnali”,  di “indizi”… e possibilmente di colpevoli!

Ma la memoria non ti aiuta!

Più rovisti nell’immediato passato, più ti rendi conto del fatto che la memoria, in assenza di un’attenzione specifica, non ha catturato tutti i minimi particolari che a te ora invece servirebbero.

Vorresti la moviola… Ma non c’è!

E quindi? Frustrazione

Dovrò mica accettare che sia successo senza poter capire fino in fondo come, quando e perché?

La risposta è sì.

Fase 4 – la razionalizzazione

Ok! Per prima cosa, capisci che ora è importante ristabilire un livello accettabile di auto-controllo.

Fai un respiro!

Se non basta uno, ne fai una decina! Di quelli profondi! Rilassi le spalle… Blocchi i “brusii” di fondo e pensi… Tutto sommato è andata bene! Potevo accorgermi del “guaio” una volta arrivata a destinazione!

Insomma… Rileggi quello che ti è successo, cercando di dare una interpretazione diversa e ti aggrappi al lato positivo.

A questo punto le emozioni cominciano ad essere più gestibili.

Adesso sei pronto a darti da fare, per risolvere il problema.

La domanda chiave è:

Cosa posso risolvere io in prima persona e su cosa devo/posso farmi aiutare?

Parti da te… Individui le cose che è più urgente risolvere e lo fai.

Rimetterti in azione ti dà la sensazione di riuscire a gestire quello che sembrava ingestibile.

Il trucco? Fare a pezzi il tuo problema… Tanti piccoli problemi si affrontano meglio!

E… se non puoi risolvere tutto da solo? Non resta che attivare il piano “S.O.S.”!

Fai mente locale e individui chi ti può aiutare!

Chiedere aiuto nelle situazioni difficili è fondamentale.

Primo, perché… dobbiamo fare i conti con il fatto di non possedere superpoteri (nonostante, a volte, ci piacerebbe averne!), che ci permettono di risolvere sempre tutto.

Secondo, perché (cosa più importante) ci fa sentire meno soli.

E quindi cominci a chiamare… spiegare… chiedere…

Fase 5 – il rilassamento 

Piano piano, le emergenze vengono gestite… i problemi risolti …

E tu? Ti senti lo stomaco sottosopra e ti accorgi di pensare e parlare più velocemente e concitatamente del solito.

Lo stress e l’adrenalina sono in circolo, ma ad un certo punto arriva il momento di rilassarti…

Quindi? Fatti del bene!

  1. Prenditi 10 minuti per te;
  2. Pensa alle prossime vacanze;
  3. Chiama un amico per riderci su;
  4. Mangia un cioccolatino!

Insomma… Attiva il circuito del benessere e piano piano, lasciati andare alla sensazione di pace dopo la tempesta.

E la mia storia come è finita? 

Alla fine, sono partita. Il portafogli non l’ho ritrovato, ma grazie ai miei cari amici e colleghi Alessandra, Giuliano ed Emanuela, ho risolto le cose che serviva risolvere nell’immediato e soprattutto ho confermato dentro di me, una volta di più, la convinzione che l’importante nella vita non è non trovarsi di fronte alle situazioni critiche, ma avere le risorse per superarle… In noi e nella nostra rete di relazioni (significative).

E voi? Che ne pensate?

Vi è mai capitato di pensare “questione di karma? 😉


Alessandra Matere

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