Progetta e sviluppa il tuo Personal Branding

Progetta e sviluppa il tuo Personal Branding

Sempre più spesso si sente parlare del Personal Branding, vale a dire (mutuando da Wikipedia), della “capacità di promuovere se stessi, al fine di essere gradito o comunque appetibile nei confronti di una comunità di consociati, con modalità simili a quanto avviene in campo economico, con i prodotti commerciali”.

Questo termine si comincia ad utilizzare circa 20 anni fa, ma indubbiamente la diffusione capillare dei vari social network Facebook, Twitter, LinkedIn ecc. ha fornito a tale strategia una nuova e potente arma accessibile a chiunque.

Quando si parla di utilizzo dei social network per scopi professionali, si consiglia infatti di adottare una strategia di Personal Branding, promuovendo la propria persona come fosse una sorta di marchio, a cui siano riconducibili non solo caratteristiche tecniche e funzionali tipiche di un prodotto, ma anche emozioni ed aspettative. Per fare questo, occorre che alla tua persona siano immediatamente associabili le tue qualità e competenze, i tuoi prodotti/servizi o più in generale, i diversi modi possibili in cui puoi essere utile ad un potenziale cliente o semplicemente alla tua prossima azienda.

Attenzione però: il tuo brand viene costruito da elementi razionali (che cosa fai, come lo fai, a quale prezzo, in quali tempi), ma spesso anche da elementi irrazionali.

Ecco una breve definizione di 3 professionisti

  • Franco (idraulico) è bravo, caro e scostante;
  • Gianni (consulente del lavoro) è economico, simpatico e puntuale;
  • Anna (commercialista) è pignola, seria, scrupolosa, formale e affidabile.

Come vedi, gli aggettivi che ho utilizzato sono a volte pertinenti alla professione (pignolo, economico, caro), a volte totalmente estranei (scostante, simpatico, formale). Ma non è detto che queste caratteristiche non siano importanti per il cliente.

Quello che ti dico è tanto più importante, alla luce di quanto è avvenuto, da 10 anni a questa parte, con la diffusione a livello di massa dei social network: la differenza tra vita privata e pubblica si è assottigliata notevolmente. La scelta di andare in vacanza a Rimini o a Cortina ha enormi possibilità di divenire pubblica, grazie alla scelta di un simpatico cugino che decide di pubblicare sul suo profilo Facebook la foto della vacanza e di taggarti, qualora non sia tu stesso a farlo! Proprio per questa ragione, anche al di fuori dell’ambito professionale, tutti noi (a volte anche involontariamente), facciamo del Personal Branding: una persona che sceglie di pubblicare sul suo profilo Facebook principalmente foto di se stesso che gioca a golf, mentre è in vacanza in luoghi prestigiosi e cena con abiti eleganti in ristoranti costosi, vuole posizionare il suo Personal Brand in maniera diversa da chi pubblica invece foto familiari e di falò al campeggio con gli amici. E questo può accadere, a prescindere dal reale status sociale della persona in questione e dal suo impiego professionale!

Un profilo che va in una direzione o in un’altra, mi dice molto dell’immagine che quella persona vuole trasmettere di se stessa agli altri.

Visto che branding personale e professionale si confondono sempre più a livello pratico, è opportuno, almeno dal punto di vista concettuale, operare delle suddivisioni, identificando almeno tre diverse categorie di Personal Branding, che ovviamente possono coesistere contemporaneamente, integrarsi, sovrapporsi o, purtroppo, confliggere fra loro:

  1. Personal Branding. Corrisponde ad un livello base della strategia di cui ti parlavo sopra, incentrato esclusivamente sulla propria persona. Entri nei social e ti racconti avendo cura di evidenziare le cose che possono dare la migliore immagine possibile di te stesso affinché gli altri:
    • ti ammirino o ti invidino (la foto di te e della tua nuova moto susciterà sentimenti opposti nei tuoi amici);
    • ti gratifichino (fa piacere ricevere centinaia di Like/Condivisioni ad un proprio post Facebook, vero?).
  1. Professional Personal Branding. Chi persegue questo approccio, cerca di costruire la sua identità digitale, avendo come finalità principale la valorizzazione della propria professionalità in maniera atomica, isolata, come un elemento autonomo e autoconsistente. È una strategia ottimale per professionisti che lavorano in proprio e che cercano di comunicare l’unicità delle loro competenze e della propria attitudine a risolvere i problemi. Si tratta di un’operazione di posizionamento, che probabilmente già viene eseguita in maniera inconsapevole. La domanda che ci si fa in questi casi è infatti:  quali sono i motivi per cui qualcuno dovrebbe scegliere te? 
    • Assicuri la qualità più alta?
    • Assicuri il miglior prezzo?
    • Sei disponibile per qualsiasi evenienza?
    • Sei il professionista migliore sul mercato?
    • Sei famoso e ricercato da tutti?
  2. Business Personal Branding. Utilizzare questa strategia significa parlare di se stessi e promuoversi in funzione non solo della propria  professione, ma anche del contesto professionale in cui si è inseriti (il proprio gruppo di lavoro, la propria azienda).

Nel prossimo post entrerò nel dettaglio, esaminando in modo esteso proprio il Business Personal Branding.

Per oggi è tutto, vi invito a rispondere alle domande, fatemi sapere se vi sono state utili!

Restate #incontattoformazione! A presto!


Marco Rimedio

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