Oltre le nuvole. Il quarto e ultimo episodio di #eduseries Scala Te Stesso

Oltre le nuvole. Il quarto e ultimo episodio di #eduseries Scala Te Stesso

Durante il terzo tentativo sul Nanga Parbat, Daniele si trova, a un passo dalla meta, a ridefinire il progetto di spedizione, a ricostruire la fiducia in sé, verso gli altri e anche degli altri verso di lui e il suo sogno.

Una serie di imprevisti, di difficoltà e di micro-insuccessi mettono Daniele di fronte alla scelta fra l’abbandono immediato del progetto, e quindi il ritorno a casa, e la possibilità di continuare la sua impresa con un nuovo gruppo, con altre persone… alla conquista dell’inutile. Un’alchimia di relazioni, di emozioni e di sogni da ricreare in poco tempo, nelle finestre di tempo sfavorevoli che costringono il gruppo ad attendere… e pensare. Sì, perché le finestre di tempo “buone”, dice sempre Daniele, vanno colte e sfruttate al massimo, senza esitazioni, senza tentennamenti e, soprattutto, insieme. Un episodio tutto da scoprire.

Nella mia vita i cerchi concentrici della fiducia, come li chiama Covey, si muovono costantemente. E forse questo accade, più o meno consapevolmente, nella vita di tutti noi. Fiducia in sé, fiducia negli altri, fiducia nell’organizzazione, fiducia nel mercato e fiducia sociale: questi i cinque cerchi coveyani. Partiamo dall’ultimo, il più periferico.

Fiducia sociale vuol dire fiducia nel sistema, nella convivenza tra le persone, nella tolleranza reciproca. La fiducia nel mercato indica la speranza che il tessuto economico nel quale si è immersi prometta e mantenga le sue promesse in termini di sviluppo e di possibilità di crescita. La fiducia nell’organizzazione, cioè il contesto professionale di cui si è parte, identifica la fiducia quotidiana nel “domani”. Fiducia negli altri, intesa come disponibilità a mettersi nelle mani di qualcuno diverso da se stessi. E infine, fiducia in sé. Nelle proprie capacità. Nei propri talenti. E nei propri valori.

Secondo il modello concentrico di Covey, i cinque cerchi sono in qualche modo comunicanti: avere fiducia in più di una dimensione è di buon auspicio verso la fiducia in sé, la dimensione più intima e più profonda. In altre parole, è difficile avere fiducia sociale, nel mercato… se prima non si ha fiducia in se stessi.

Ed ecco che la #fiducia si palesa nella sua vera natura: una dote personale, molto intima. Intesa in una duplice prospettiva: verso gli altri (Mi fido di…) e verso se stessi (Si fidano di te…).

Per avere fiducia è necessario saper infonderla negli altri e viceversa: ecco una delle principali convinzioni coveyane, derivata dal modello dei cerchi concentrici. In altre parole, i primi due cerchi, quelli più interni, sono anche quelli più strettamente connessi fra loro.

Non si può avere fiducia nell’altro, se prima non la si ha in se stessi e viceversa. Daniele lo ha dimostrato, sul Nanga Parbat III tentativo.

E tu ti fidi? Le persone si fidano di se stesse?


Alessandra Della Pelle

Between (un po più di 35 anni, ma non diciamo quanto), due figli, un marito (molto paziente) e una passione smodata per Contatto Formazione (di cui sono socio fondatore e partner). Sono una donna imprenditore (con tutti i connessi oneri e onori), che porta la sua esperienza personale sul tema dell'inclusione (e della non inclusione) nei contesti professionali (e non solo). Sto lavorando da qualche anno allo sviluppo delle competenze (individuali e di relazione) di tipo social e digital del professionista 3.0, con gli occhi sempre aperti sul futuro e orientati alla generazione di novità. Per lavoro (in particolare) progetto e metto in pista format esperienziali (con in testa una priorità: la formazione e lo sviluppo delle persone). Ho un vizio: faccio un uso smodato delle parentesi (ma per me gli incisi nella vita sono importanti).

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