Il contagio emotivo e i Social Network

Il contagio emotivo e i Social Network

Ti è mai capitato di uscire di casa un po’ nervoso e di incontrare, poco dopo, una persona allegra che riesce subito a trasmetterti una parte del suo buon umore? Oppure di arrivare in ufficio positivo e pieno di energie, incontrare il tuo capo arrabbiatissimo e teso e diventare anche tu immediatamente agitato e su di giri? Questi sono esempi di contagio emotivo. Ma cosa avviene nelle relazioni virtuali sui Social Network? 

Che voi ve ne accorgiate o meno, a tutti capita di contagiare o essere contagiati dalle emozioni degli altri… Si inizia da piccoli… vi dice qualcosa l’episodio in cui il pianto di un neonato scatena subito un’analoga reazione nei vicini coetanei? Questi sono esempi di contagio emotivo in cui è evidente il realizzarsi di un vero e proprio “passaggio” immediato e non consapevole di emozioni da un individuo all’altro, il quale le esperisce come fossero le proprie.

Per contagio emotivo si intende, infatti, qualsiasi forma di trasmissione inconsapevole e immediata di emozioni; è un processo per cui un individuo assorbe le emozioni delle persone con cui interagisce e contemporaneamente trasmette emozioni che contagiano gli altri intorno. Le persone nel momento del “contagio” tendono a imitare e sincronizzare vocalizzazioni, posture e movimenti (Hatfield, Cacioppo e Rapson)

E’ importante non confondere il contagio emotivo con l’empatia: mentre l’empatia implica componenti cognitive, affettive e sociali usate consapevolmente, il contagio emotivo è un’esperienza in cui non vi è consapevolezza del processo di trasmissione/ricezione delle emozioni. Tradotto: “in modo consapevole” entro in empatia con qualcuno; “in modo inconsapevole” contagio o sono contagiato dalle emozione delle persone con cui interagisco.

Gli studi sul contagio emotivo si sono concentrati maggiormente sulle interazioni da persona a persona, nelle quali ha un peso rilevante la comunicazione non verbale attraverso la mimica, la postura, le inflessioni della voce, etc. Ma cosa succede senza l’interazione diretta e in assenza di segnali non verbali? 

Oggi la maggior parte delle interazioni che abbiamo con gli altri sono mediate dalla tecnologia… Facebook, Whatsapp Twitter (per citarne solo alcuni…); comunichiamo principalmente tramite i Socia Network. E il contagio emotivo?

Recenti studi dimostrano come sui Social Network le emozioni, sia positive che negative, si trasmettano da un utente ad un altro attraverso la semplice visualizzazione dei messaggi, influenzando il “mood” degli interventi successivi. Uno studio in particolare (Cornell University & Core Data Science Team Di Facebook) dimostra che il fenomeno del contagio emotivo avviene anche attraverso il puro linguaggio scritto, un linguaggio privato delle sue componenti non verbali. La ricerca valuta se l’esposizione a messaggi con contenuti positivi o negativi su Facebook porti le persone a pubblicare contenuti emotivamente coerenti.

I partecipanti sono stati selezionati casualmente per un totale di 155.000; sono stati analizzati più di 3 milioni di messaggi, contenenti oltre 122 milioni di parole, 4 milioni delle quali erano di accezione positiva e 1,8 milioni negativa. L’analisi dei dati dimostra come all’aumentare della lettura dei messaggi positivi corrisponda un aumento di produzione di messaggi positivi da parte del ricevente e viceversa.

Conclusioni: l’esposizione a post positivi o negativi conduce a “espressioni verbali simili”; non solo, i messaggi on line possono influenzare anche una varietà di comportamenti off line.

La riflessione finale: nel nostro lavoro di Formatori e Coach essere consapevoli di fenomeni come il contagio emotivo (inconsapevole e involontario) può diventare di cruciale importanza nella gestione delle dinamiche relazionali che si possono instaurare tra le persone. Il Formatore/Coach deve essere a conoscenza e saper comprendere e gestire non solo i “contenuti” che vengono veicolati, ovvero ciò che si dice, ma anche i “processi”, ovvero ciò che succede tra gli individui, mentre comunicano. Inoltre, oggi non possiamo lavorare con le persone senza considerare la parte “social” di ogni individuo. Viviamo parte di noi stessi sui Social Network esprimendo la nostra identità; contagiamo e assorbiamo le emozioni degli altri senza essere fisicamente vicino a loro…

A questo proposito, il contagio emotivo potrebbe essere un fenomeno di cui tener conto nel caso per esempio della creazione di Community e Ambienti virtuali (portali, siti, pagine social…) dedicati a specifici progetti che coinvolgono popolazioni organizzative; sapere che, tendenzialmente, la lettura di un messaggio o di un post “positivo” o negativo”, porta le persone ad esprimersi in modo coerente, può sicuramente aiutare a definire le scelte e le strategie di comunicazione più efficaci.


Sara Ferri

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