Il Business Personal Branding

Il Business Personal Branding

Nel precedente articolo (eccolo qui),  ho introdotto il concetto di Personal Branding, che oggi voglio approfondire nella sua declinazione Business. 

Utilizzare una strategia di Business Personal Branding significa parlare di se stessi e promuoversi in funzione non solo della propria professione, ma anche del contesto professionale in cui si è inseriti (il proprio gruppo di lavoro, la propria azienda). In sintesi, promuovi la tua immagine rendendola coerente:

  1. con la tua professione;
  2. con quella delle persone e delle organizzazioni con cui operi.

Proviamo ad immaginare: sei in un ruolo apicale (per esempio, un Amministratore Delegato di una società che produce app), e decidi di promuoverti sui social network, LinkedIn per eccellenza, poiché dedicato alle relazioni lavorative. In questo caso, la tua presenza dovrebbe rispettare alcune regole, ad esempio, non dovresti pubblicare esclusivamente tuoi articoli in cui:

  • commenti l’evolversi del settore;
  • illustri le nuove tecnologie;
  • anticipi le tendenze.

Tutte queste azioni sono di per sé utilissime, ma se ci pensi un momento, stanno promuovendo solo la tua persona e non l’organizzazione. Ad un occasionale visitatore del tuo profilo risulterà evidente il valore della tua persona, ma non quello della tua azienda. Una siffatta strategia sarà quindi utile ad un dipendente che vuole cambiare lavoro, ma non ad un amministratore che vuole incrementare i clienti per la propria impresa. Se quindi tieni alla tua impresa, oltre a fare quanto precedentemente descritto, dovrai anche:

  • utilizzare il tuo profilo LinkedIn, per promuovere i nuovi prodotti aziendali;
  • pubblicare foto dello stand della tua azienda ad una fiera o della cena aziendale;
  • condividere articoli, interventi o testimonianze dei tuoi collaboratori nei loro settori specifici di competenza.

In estrema sintesi: la tua identità digitale dovrà comunicare il tuo valore contestualizzato all’interno dell’azienda in cui stai lavorando ed in maniera coerente.

Fare un efficace Business Personal Branding, specialmente in grandi realtà organizzate, implica precise strategie e scelte del top management, ma in piccole realtà imprenditoriali le linee comuni possono essere facilmente concordate fra i membri dell’organizzazione (siano essi proprietari e/o dipendenti).

 Alcuni esempi:

  • utilizzare la stessa immagine di sfondo;
  • inserire nell’immagine di sfondo il logo dell’azienda;
  • condividere sempre le pubblicazioni degli altri soci e colleghi per diffonderli anche all’interno della propria rete.

Infine un’importante avvertenza: attenzione alla coerenza del proprio Personal Branding con il Business Personal Branding (o anche con il Professional Branding). Come dicevamo, tutti abbiamo un’identità digitale e tutti facciamo, anche involontariamente, Personal Branding e quindi:

  • i post che riguardano la vita personale (ad esempio quelli fatti su Facebook), devono sempre essere coerenti o non contraddittori rispetto all’immagine professionale. Se sono un maestro yoga o un preparatore atletico o l’amministratore delegato di una piccola azienda di alta moda, vi sono mille modi in cui determinati atteggiamenti della mia vita personale possono risultare dannosi;
  • la propria identità digitale deve essere soprattutto professionale. Se uso i social solo per fare Personal Branding, anche se l’immagine che trasmetto non è nociva per la mia vita professionale, devo stare attento al fatto che questa non diventi preponderante. Essere un appassionato di tennis per un responsabile vendite di una società che gestisce la macchine per la distribuzione automatica del caffè e degli snack, non è di per sé dannoso. Ma costruirsi un’immagine digitale, in cui la propria passione per il tennis sia preponderante (ad esempio un profilo Facebook molto attivo con le foto dei tornei, frequenti tweet su tutti i tornei del grande slam associati ad un profilo LinkedIn poco movimentato o peggio contaminato da post “non lavorativi” riguardanti racchette e palline), farà sì che si venga visti e percepiti principalmente come grandi appassionati di tennis, forse anche come esperti della materia, ma non come persone che possono risolvere il problema di avere sempre caffè e merendine a disposizione.

In che modo? Immaginiamo di avere effettivamente la necessità di noleggiare delle macchine distributrici per la nostra azienda e di aver avuto (da amici, conoscenti e colleghi), diversi nominativi a cui rivolgerci. Prima di contattarli, proviamo a vedere online se riusciamo a saperne di più (chi non lo ha fatto almeno una volta?). Nell’esempio della persona appena presa in considerazione, troveremo su Google o sui post pubblici del profilo Facebook, foto di tornei di tennis, coppe e campi in terra rossa. Nulla che ci possa confermare la sua capacità di risolvere il nostro problema. Decidiamo quindi di proseguire nella nostra operazione e passiamo al nominativo successivo: in questo caso, vediamo che il primo risultato è un video di un suo intervento ad una fiera del settore, il secondo un articolo sulle prospettive del settore, il terzo un post del suo profilo LinkedIn, in cui comunica la nascita della collaborazione fra la sua azienda e una grande marca di caffè…

Voi fra i due chi scegliereste? 😉


Marco Rimedio

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