ConVIVIAMO. L’arte di “stare bene insieme”.

ConVIVIAMO. L’arte di “stare bene insieme”.

Partiamo da una domanda: cosa serve per lavorare bene oggi?

Ci troviamo a con-vivere con persone che non abbiamo scelto e non ci hanno scelto, che sono diverse da noi, che pensano e agiscono secondo schemi che non capiamo… ma con le quali è essenziale generare apertura reciproca, fiducia, attenzione, cura… cioè quelle fondamenta relazionali sulle quali poter innescare confronti efficaci.

La grande sfida nei contesti professionali (e non solo) è proprio questa!

Una interessante chiave di lettura su questo tema è quella elaborata dal Prof. Francesco Avallone, che attraverso una serie di ricerche è arrivato a formulare il costrutto della Convivenza Organizzativa.

La convivenza è quel processo che consente agli individui, alle organizzazioni e alle comunità di gestire relazioni significative e stabili, collocate in uno spazio fisico e simbolico, con altre persone, gruppi e sistemi sociali.

In parole più semplici la convivenza è stare bene insieme… e deriva da quell’insieme di azioni che possiamo mettere in atto intenzionalmente, per creare ponti tra noi e gli altri, per rafforzare rapporti professionali che non possono prescindere dalla dimensione inter-personale per poter esprimere tutto il loro valore.

Ma nella vita di tutti i giorni, tutto questo in cosa si traduce?

Proviamo a dare insieme una risposta attraverso un viaggio in 3 tappe nelle 10 dimensioni identificate dal Prof. Avallone.

Pronti?

Prima TAPPA

LE 2 R della Convivenza: Rispetto & Riconoscimento

RISPETTO (di norme e regole)

…è la tendenza a rispettare le norme e le regole implicite ed esplicite.

Qual è la difficoltà di questa dimensione?
Le regole esplicite possono essere vissute come costrizioni e le implicite possono essere interpretate in modo diverso… ognuno dalla propria prospettiva.

Qual è il vantaggio?
Tutti sanno cosa aspettarsi e hanno dei criteri comuni per scegliere e indirizzare il proprio comportamento… nel rispetto degli altri.

Cosa possiamo fare? FARE NON DIRE!
Non è necessario fare il decalogo delle regole di comportamento nel gruppo… ma è necessario farle vivere attraverso i propri comportamenti!

L’esempio guida più di mille parole.

 

RICONOSCIMENTO (dell’altro, rispetto e tolleranza della diversità)

…è la tendenza a rispettare, tollerare e riconoscere meriti e valori di tutti.

Qual è la difficoltà di questa dimensione?
Le diversità e le divergenze sono difficili da integrare, perché ci muoviamo spontaneamente verso le cose, le persone e le idee che ci somigliano!

Qual è il vantaggio?
…uno per tutti? Crescita! È solo attraverso il riconoscimento di ciò che non conosciamo che possiamo sviluppare noi stessi, le nostre idee e i nostri progetti.

Cosa possiamo fare? 1 NUOVA IDEA AL MESE (ALMENO)
Chiedere e prendere in considerazione idee alternative e diverse dalle proprie dà un segnale molto forte di stima, attenzione e apertura… e genera nelle persone il desiderio di partecipare.

 

E nel tuo gruppo? Quante “R” ci sono? Ma soprattutto… in che modo puoi lavorare per renderle ancora più solide?

Il viaggio è appena iniziato… altre 8 dimensioni ci aspettano nei prossimi articoli!

Nel frattempo, BUONA CONVIVENZA!


Alessandra Matere

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