Come una radio

Come una radio

Sintonizzati su frequenze diverse!

 

C’era una volta una ragazza solare, intelligente ed umile che lavorava in un ufficio ed andava d’accordo con tutti… tranne una persona. Si trattava di una collega scorbutica, che non sorrideva mai: tutto il contrario della ragazza protagonista della nostra storia!

Un giorno, le due rimasero in ufficio fino a tardi. La ragazza solare chiese all’altra se avesse bisogno di aiuto, prima di andare via. La collega scorbutica rispose, con tono acido e pieno di rancore: “No! Vattene pure! Tanto qui nessuno mi capisce! Vai, vai pure!”.

La ragazza se ne andò e lasciò la sua collega a lavorare da sola, per tutta la notte (e con la convinzione che nessuno la capisse).

Che cosa sarebbe accaduto, se la collega scorbutica avesse rinunciato alla sua convinzione di non essere capita e si fosse lasciata aiutare? Se avesse intravisto dietro a quella ragazza solare una grande opportunità?

Al lavoro, in famiglia, tra amici, a scuola… Quante volte capita di parlare con qualcuno e di chiudere la conversazione così: “Non è ciò che intendevo io!”, “Non capisci proprio!”, “Lasciamo perdere!”.

Quante volte rinunciamo ad entrare in relazione con una persona, perché non ci sentiamo capiti?

Ci siamo mai chiesti per quale motivo?

Spesso ci fermiamo alla superficialità di una relazione, per due semplici ragioni:

  1. perché pensiamo di essere noi stessi il problema (sono troppo sbagliato per capire persone più intelligenti di me);
  2. perché pensiamo che il problema sia l’altro (quella persona è talmente arretrata, che non riesce a capire ciò che dico!).

Proprio come nella storia che vi ho appena raccontato.

In realtà, spiegare questo problema è semplice: siamo connessi su frequenze diverse!

Possiamo sperimentare una situazione simile, quando utilizziamo la radio in macchina.

Stiamo ascoltando la musica – magari una delle nostre canzoni preferite – stiamo cantando a squarciagola, quando improvvisamente, passando sotto una lunga galleria… la canzone sparisce, per dare spazio ad un vecchio signore che parla, ad un ronzio costante… Può accadere – addirittura! – di trovarci sintonizzati su Radio Maria! E allora, quasi infastiditi, cerchiamo di ritornare sulla stazione precedente, ma… invano!

Perché succede questo?

Perché siamo entrati in un’altra frequenza!

Noi siamo proprio come delle radio! Può sembrare uno strano paragone, ma a pensarci bene, anche le persone sono sintonizzate su canali diversi, perché vibrano su frequenze diverse!

Noi ci abituiamo a restare sulla nostra frequenza preferita, nella situazione che per noi è “la più normale”. Indipendentemente dal fatto che sia una situazione negativa o positiva, ci abituiamo, perché quella è la nostra realtà!

Se penso alla ragazza umile e gentile della storia, immagino che la sua esperienza di vita l’abbia portata a comportarsi e ad agire in quel modo. Lo stesso vale per la collega scorbutica e piena di rancore. Ciascuna di loro è sintonizzata su una frequenza completamente diversa. Entrambe sono infastidite dal non essere capite, dal non sentirsi a proprio agio, l’una in presenza dell’altra.

Ritorniamo all’episodio della radio in macchina.

Stiamo cercando di ri-agganciare la nostra stazione radiofonica preferita, ma… senza alcun risultato. All’improvviso, iniziamo a sentire un’altra canzone che ci piace, ancora più bella della precedente. A pensarci bene, non avremmo potuto ascoltarla, se non fossimo prima passati sulla frequenza che non ci piaceva!

Che cosa voglio dire? Beh.. Che quando entriamo in relazione con qualcuno, ma siamo sintonizzati solo sulla nostra frequenza, l’arrivo di una interferenza può infastidirci al punto di provare rabbia: non riusciamo a capire l’altro, né a sentirci capiti!

Quando mi trovo a vivere una situazione simile, per superare il momento di “fastidio”, mi sforzo di comprendere l’altro ed il suo comportamento, e di farmi capire di più. Cerco di andare oltre, e così riesco a scoprire qualcosa di ancora più bello ed utile, che non potrei mai vedere, se mi limitassi a pensare: “non riesco a farmi capire” o “non riesci a capirmi”.

Che ne dite, allora, di allenarci tutti ad essere come una radio? 🙂

Da oggi, ogni volta che parliamo con qualcuno, evitiamo di soffermarci sul problema e andiamo oltre! Proviamo a sintonizzarci prima di tutto sul canale dell’altro, ad ascoltarlo… Potremmo scoprire una grande opportunità di amicizia, di aiuto, di esperienza…

Vi svelo qualche trucco che uso io, per sintonizzarmi sulla frequenza altrui:

  • ascolto attentamente le parole che utilizza la persona con cui sono in relazione;
  • osservo attentamente  la postura e il tono con cui parla;
  • evito di giudicare, perché non conosco la sua storia…

Che cosa sarebbe accaduto, quindi se la ragazza della storia si fosse fermata un attimo a pensare e si fosse avvicinata alla sua collega per aiutarla…? E se la collega scorbutica avesse messo da parte le sue convinzioni, e avesse mostrato anche un piccolo sorriso di approvazione, per entrare in relazione con la ragazza che le offriva aiuto?

Io penso che le cose sarebbero cambiate decisamente in meglio!

Prima di salutarvi, voglio chiedervi altri cinque minuti per rispondere a queste domande:

  1. in quali occasioni avete cercato un modo diverso per farvi capire dagli altri?
  2.  quante volte avete messo da parte le vostre convinzioni su voi stessi e sugli altri?

Ogni tanto, mi piace dedicare del tempo a riflettere su questi interrogativi.

Nella vita c’è sempre un momento per migliorare.

Oggi, possiamo decidere di iniziare a cambiare il nostro modo di stare nella relazione con gli altri, partendo – per esempio – dall’essere… come una Radio! 😉


Andrea Tencaioli

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