Ciò che è nascosto ci interessa

Ciò che è nascosto ci interessa

Ogni giorno incontriamo persone sconosciute di cui rapidamente ci facciamo un’impressione: il loro viso, il loro modo di muoversi, la loro voce ci offrono informazioni sufficienti ad intuirne le personalità. In questo processo spontaneo di attribuzione immediata seguiamo la logica di ricavare il tutto da una parte, presumendo una conoscenza tacita o implicita, che ci permette di inferire il carattere di qualcuno, da pochi tratti osservati. Si tratta di un’operazione che compiamo quasi sempre senza accorgercene, di un’induzione intuitiva, avrebbe detto Aristotele,  o categorizzazione, attingendo al vocabolario degli psicologi cognitivisti. Il nostro patrimonio di conoscenza tacita si sedimenta all’interno della mente, è personale, specifico del contesto, è non-trasparente, e in quanto tale è difficilmente formalizzabile e comunicabile.  Il tema della conoscenza tacita esperienziale o pratica (know-how, prospettive, credenze, ecc..) assume in questi anni un ruolo particolarmente strategico per le imprese, per le istituzioni, per la Knowledge Society nel suo complesso.

Relativamente a questa area di indagine, ho scelto di approfondire nei successivi post alcune riflessioni rispetto ai temi dell’organizzazione aziendale e della formazione, in particolare cercherò di spiegare:

1 – in quale modo la conoscenza tacita può generare vantaggio competitivo per le aziende, attraverso un’analisi epistemologica che mostri la centralità della conoscenza implicita nei processi di innovazione;

2 – il ruolo che le credenze e le convinzioni personali rivestono nell’acquisizione ed elaborazione di nuove informazioni, in particolare quando esse impediscono di fatto i processi di apprendimento, durante le sessioni di formazione manageriale e comportamentale. Questo aspetto sarà approfondito attraverso interviste ad esperti dei processi formativi;

3 – se sia possibile generare momenti di decostruzione critica dei preconcetti/assunti impliciti, e di rielaborazione chiarificatrice, attraverso la riflessione creativa e di recupero offerta dalla consulenza filosofica. Questo aspetto sarà esplorato, al fine di proporre un modello/format di intervento, che sostenga e alimenti il processo di produzione del vantaggio competitivo.


Alessia De Carli

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